Con puntualità e passione, Mariella conserva la vita un album alla volta.

Lo scrapbooking, ormai lo sappiamo, è quella particolare disciplina olimpica nella quale un semplice pezzo di carta, opportunamente ricoperto di fiori, scritte motivazionali, vellum, acetato e abbellimenti vari, può raggiungere in pochi minuti il peso specifico di un mattone.
Ma non pensiate che sia tutto lasciato al caso: dietro ogni pagina che non si chiude, ogni fotografia sepolta sotto tre centimetri di decorazioni e ogni scrivania sulla quale non si vede più il piano di lavoro si nasconde una filosofia precisa.
Se guardate bene le immagini del mio album di questo mese, potrete riconoscerne alcuni dei principi fondamentali.
Il feticismo della stratificazione, detto anche layering
Perché mai incollare una fotografia direttamente su una pagina? Troppo facile.
Molto meglio metterci sotto una pattern bordeaux, una carta floreale, una cornice effetto legno, tre fustellate di ortensie e magari anche un bel barattolo di vetro ritagliato che, nel frattempo, ti ricorda che puoi fare tutto.
Nello scrapbooking lo spessore è importante, anzi, è quasi una questione d’onore. La regola è semplice: se la pagina si chiude facilmente, probabilmente stai sbagliando qualcosa. Aggiungi uno strato, vedrai che passa.
Il sentiment: perché qualcuno deve pur tirarci su il morale
Poi ci sono loro: i sentiment: quelle piccole frasi che, disseminate tra una fustellata e una chipboard, ci ricordano quanto la vita sia bella, quanto sia importante credere nei propri sogni e, soprattutto, quanto avremmo bisogno di prenderci un po’ di tempo per noi.
Per esempio: leggerezza. Un sentiment meravigliosamente ironico, considerando i tre chili di colla utilizzati per fissare tutto.
Oppure: Tempo per te. Cioè quello che hai appena perso cercando le forbicine di precisione, misteriosamente scomparse sul tavolo in mezzo a circa millecinquecento ritagli.
Ma va bene così: se la vita qualche volta è dura, ci pensa lo scrapbooking a ricordarci che ce la possiamo fare…sempre che prima riusciamo a ritrovare le forbicine.
Il pop-up: quando serve un colpo di scena
Prima o poi arriva quel momento: hai stratificato, hai fustellato, hai aggiunto fiori, tag e sentiment, hai strappato tutto quello che poteva essere strappato…e improvvisamente non sai più che cosa inventarti.
È il momento del pop-up, una bella struttura a fisarmonica che compare all’improvviso e stupisce tutti. Perché quando pensi di aver ormai esaurito qualsiasi possibilità di aggiungere qualcosa a un album…ecco che scopri che puoi farlo anche in verticale.
La nobile arte dello strappo
Un altro pilastro della filosofia scrap è il bordo strappato a mano. Attenzione: non è mai un errore.
Se tagli storto, diventa stile vintage, se strappi un po’ troppo, diventa effetto vissuto, se invece ti avanza un pezzo di carta, non si butta assolutamente nulla: si trasforma immediatamente in una taschina tattica: dentro possiamo infilare tag, bigliettini, fotografie, piccoli ricordi…oppure i sensi di colpa per quanto abbiamo speso in fustelle questo mese. Quelli, in effetti, richiedono una tasca abbastanza capiente.
La regola d’oro della scrapper
E arriviamo infine a uno dei grandi paradossi dello scrapbooking: le fotografie sono opzionali.
O meglio: sappiamo perfettamente che prima o poi dovremmo metterle, ma nel frattempo prepariamo con enorme attenzione lo spazio destinato ad accoglierle. Una cornice. poi qualche fiore, una ghirlanda, una tag, due die cut, una chipboard. Forse un altro fiore, perché lì è rimasto un buchino e magari un ultimo abbellimento per bilanciare.
Continuiamo così fino a quando quello spazio bianco diventa talmente bello che ci fermiamo a guardarlo e pensiamo:
“Però… è quasi un peccato coprirlo con una fotografia.”
E forse, in fondo, la vera filosofia dello scrapbooking è proprio questa: partiamo pensando di voler conservare una fotografia, poi prendiamo una taglierina, qualche carta e un po’ di colla.
E quando rialziamo la testa sono passate tre ore, non troviamo più le forbicine, abbiamo utilizzato diciassette fustelle e davanti a noi c’è un album che pesa quanto un’enciclopedia.
Ma siamo felici. E quindi sì: era assolutamente necessario.
Volete provare ad applicare un po’ di filosofia scrap? Qui potete trovare i materiali: https://www.ilnegoziodellamammadicle.com/prodotto/prodotto-contenitore-lalbum-di-mariella-con-la-collezione-di-maggio-2026/
E qui potete vedere il video in cui Clè ha realizzato live l’album: https://www.youtube.com/live/_G9YerkMjMA?si=bGhcKSMmTTrj2cwm
E voi? Avete una vostra filosofia scrap o qualche motto che vi guida? Raccontatemelo nei commenti!
Get ready to have fun
Get messy
Get your hands stained
And craft your heart out 💙













2 risposte
Bellissimo Mariella,naturalmente il motto principale è….”è proprio così che lo volevo”
Scrap e l’arte del take it easy!