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Halloween Bonanza: 67 ATC, un cuore nero e un certo senso di colpa

Per la Donato un tocco dark rende tutto più bello. E i dettagli? Assolutamente irrinunciabili.

 

 

Non so per voi, ma per me quest’estate è durata almeno un paio d’anni.

E sapete cosa succede durante l’estate? Si iniziano a intravedere le prime cose di Halloween!!!

Tra preordini, nuovi arrivi e l’assoluta necessità di premiarmi per essere sopravvissuta a questa stagione interminabile, diciamo che mi sono fatta prendere un pochino la mano…un pochino.

Il pacchetto de Il Negozio della Mamma di Clè era più una scatola da spostare con l’aiuto di Hulk in persona, ma sul momento ero felicissima.

Tutte quelle fustelle, tutti quei timbri, tutte quelle meravigliose possibilità creative.

Poi, però, con il passare dei giorni, qualcuno ha iniziato a bussare. Toc. Toc. Toc. Era il Signor Senso di Colpa. «Ma quando le userai tutte queste cose?!?»

Domanda fastidiosa, molto fastidiosa. Finché un giorno la Clè annuncia il suo corso in presenza del 10 e 11 ottobre e nel mio cervello scatta qualcosa.

LE ATC PER IL CORSO!!!

 

Il piano: usare tutte le fustelle possibili!

 

Allora, lo so: le ATC, tecnicamente, dovrebbero avere un filo conduttore. Un tema, uno stile, qualcosa che le renda parte di una stessa serie.

Ma io avevo un problema ben più urgente da risolvere: volevo usare tutte le fustelle possibili che possedevo, o quantomeno, tutte quelle che il Signor Senso di Colpa mi avrebbe indicato con aria accusatoria.

E quindi?

Si prende un pad bellissimo comprato circa otto anni fa, lo si ringrazia per la lunga e fedele compagnia e gli si affida una missione importantissima: rendere omogenei gli sfondi delle mie ATC, qualunque cosa avessi deciso di metterci sopra.

Poi si apre la cassaforte delle fustelle. Si scopre che di alcune non si ha nemmeno più memoria. E si parte!

Ma il filo conduttore? Ebbene, il filo conduttore SONO IO!!!

Pensate che sia un escamotage? Che brutte persone leggono questo blog!!!

 

La cassaforte delle fustelle è ufficialmente aperta

 

A questo punto si chiama a raccolta anche la scatola degli avanzi. Perché, se dobbiamo esagerare, almeno facciamolo utilizzando pure quei pezzettini di carta che continuiamo a conservare per motivi non sempre spiegabili.

E si fustella, si fustella fischiettando. Un pezzo per ogni set, questo era il piano. Un piano ragionevole, ordinato, quasi professionale. Naturalmente è durato pochissimo.

Qualche volta mi sono fatta prendere la mano e sono nati dei gemelli diversi. Che volete farci? Ho un cuore (nero) anche io!!! E così, tra una fustellata e l’altra, la produzione ha cominciato a prendere dimensioni interessanti, molto interessanti.

 

Gli ingredienti della Halloween Bonanza

Per realizzare le mie ATC ho utilizzato:

  • Un pad di carte vecchio di otto anni (lo so che ne avete uno anche voi, nascosto da qualche parte).
  • Avanzi di carta, naturalmente.
  • Tutte le fustelle approvate dal vostro personale senso di colpa.
  • Timbri a tema Halloween.
  • Una discreta quantità di pazienza, colla e ostinazione.

Et les jeux sont faits! Addio senso di colpa, benvenute ATC!!! Ecco le mie 67 ATC di Halloween!

Sì. SESSANTASETTE. Non è un errore di battitura, sono proprio 67 ATC.

Tutte diverse, tutte rigorosamente a tema Halloween e tutte figlie della mia personale interpretazione del concetto di moderazione.

Eppure, guardandole insieme, qualcosa le tiene unite. Il merito è soprattutto di quel vecchio pad di carte, che ha fatto egregiamente il suo lavoro. Kraft a stelline, chevron grigi, arancioni vintage, damascati bianchi e neri. Sfondi diversi, ma con colori e fantasie capaci di dialogare tra loro. Così, anche se sopra c’è praticamente di tutto, le ATC sembrano appartenere alla stessa grande, allegra e leggermente inquietante famiglia.

Una dimostrazione del fatto che, ogni tanto, non serve avere materiali tutti coordinati: basta trovare un elemento che li faccia stare bene insieme.

E poi diciamocelo: dopo otto anni di attesa, quel pad meritava il suo momento di gloria!

 

 

Quello che nessuno racconta: il lato oscuro delle 67 ATC

 

Perché va bene mostrarvi le ATC tutte belle, finite e schierate, ma vogliamo parlare di quello che è successo prima? Per fare 67 ATC ci vogliono circa un centinaio di giri di Big Shot. Decine di occhietti incollati storti e poi raddrizzati. La schiena a pezzetti.

La scrivania sepolta sotto una quantità di ritagli che giuri di buttare e che, naturalmente, finisci per conservare. E la colla, la colla OVUNQUE, tranne dove dovrebbe stare.

A un certo punto non sai più se stai realizzando delle ATC oppure se sei diventata tu stessa parte del progetto. Però poi le guardi tutte insieme.

Sessantasette piccoli mondi di carta, pieni di mostriciattoli, dettagli e tutto quello che rende Halloween la mia stagione preferita, e pensi: Ne è valsa la pena.

Il Signor Senso di Colpa? Scomparso!

Alla fine, il pad di otto anni fa ha trovato finalmente la sua occasione, le fustelle hanno lavorato, gli avanzi sono diminuiti…forse.

E le ATC erano pronte per il corso. Il Signor Senso di Colpa, dopo aver osservato il risultato, si è ritirato nelle sue stanze, almeno per il momento.

Perché conoscendomi, e conoscendo le nuove uscite di Halloween, temo che prima o poi tornerà a bussare. Ma questo è un problema della Donato del futuro.

Per adesso posso soltanto dire: Everyday Is Halloween e ad Halloween… ANCORA DI PIÙ!!!

 

Get ready to have fun

Get messy

Get your hands stained

And craft your heart out 💙

5 risposte

  1. Ma che meraviglia queste ATC 😍, una più bella dell’altra! Ogni tanto passa anche da me il signor Senso di Colpa, dovrò metterci mano anch’io sugli acquisti in un colpo solo 🤭

  2. Beh… ringrazio il signor Senso di Colpa che ti ha fatto fare questo magnifico lavoro!!!! Adesso che anche lui si riposa felice e soddisfatto…lascialo tranquillo almeno fino al prossimo Halloween!! 🙂

  3. Io penso che la nostra Donato abbia delle capacità sovrannaturali perché non conosco nessuna altra creativa capace di fare tutto ciò! Complimenti…. E io ne possiedo una!

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