Un tutorial di Mariela, che sperimenta sempre e i colori sono il suo linguaggio.
Ci sono tecniche che mi piacciono così tanto che, ogni tanto, mi viene voglia di metterle alla prova su qualcosa di completamente diverso dal solito.
Questa volta è successo con gli alcohol inks. li conoscete? Sono inchiostri a base alcolica, dai colori intensi e traslucidi, capaci di creare sfumature, macchie, piccoli anelli e giochi di colore davvero particolari.
Bastano poche gocce e cominciano a muoversi, incontrarsi, mescolarsi: a volte sembra quasi che decidano da soli dove andare! Ed è proprio questo che adoro nel mixed media: quella parte imprevedibile che poi, con un po’ di esperienza e qualche tentativo, impariamo a guidare.
Di solito utilizziamo gli alcohol inks su superfici non porose, come la carta Yupo, perché permettono al colore di scorrere senza essere immediatamente assorbito. Ma questa volta non avevo voglia di fare il solito esperimento.
Per il nostro salottino creativo volevo provare due supporti decisamente insoliti. Il primo mi ha conquistata, il secondo… diciamo che mi ha fatto sudare!
Ma alla fine, con una bella tacconata, sono riuscita a portare a casa anche quello: vi racconto tutto.
Prima prova: alcohol inks su un normale cartoncino bianco
Sì, avete letto bene: niente Yupo. Ho utilizzato il nostro cartoncino bianco liscio da 300 g, il 25BIS_BASIC della Clè. Ma c’è un piccolo problema: il cartoncino, a differenza della Yupo, è poroso e tende ad assorbire gli inchiostri.
Quindi come possiamo convincere gli alcohol inks a comportarsi come se fossero su una superficie non assorbente? Dobbiamo prepararla! Il trucco è creare una barriera
L’idea è molto semplice: rivestire il cartoncino con un prodotto che riduca l’assorbimento e permetta al colore di muoversi sulla superficie. Si possono sperimentare diversi prodotti, ma io ho scelto di utilizzare il gesso trasparente. Ho steso una o due mani sottili, cercando di distribuirlo in modo uniforme, e ho lasciato asciugare completamente. Tutto qui.
Naturalmente il risultato può cambiare a seconda del gesso utilizzato e di quanto uniforme risulta la superficie, ma nel mio esperimento ha funzionato davvero bene.
E se invece delle boccette usassimo i pennarelli ad alcool?
A questo punto ho deciso di cambiare anche un’altra cosa: invece dei classici alcohol inks in boccetta, ho utilizzato dei pennarelli ad alcool. Ho colorato il cartoncino creando macchie e rettangoli, senza preoccuparmi troppo della composizione. Un po’ di colore qui, un altro là. Niente di particolarmente artistico, almeno all’inizio!
Poi ho aggiunto qualche goccia di blending solution Ranger, osservando come il liquido modificava i segni dei pennarelli. E qui è arrivata la magia: quei rettangoli rigidi hanno cominciato ad aprirsi e a trasformarsi in sfumature, nuvole e piccoli anelli di colore.
Vi assicuro che è quasi ipnotico guardarli cambiare!
Una prova tira l’altra
Naturalmente non potevo fermarmi al primo pannellino, ne ho preparati diversi, cambiando le combinazioni di colore: rosa e viola, arancio, verde e azzurro, marroni autunnali, grigi e petrolio. Volevo vedere come reagiva il cartoncino e fino a che punto potevo lavorare il colore con il blender.
Il risultato mi è piaciuto tantissimo: con il gesso steso uniformemente, gli inchiostri si sono mossi molto bene e ho ottenuto effetti che ricordano quelli della carta Yupo, pur con una superficie diversa al tatto e nell’aspetto.
Una scoperta interessante, soprattutto per chi ama partire dai materiali che ha già nella propria scraproom.
Dai pannellini alle card: un po’ d’autunno e un po’ di Halloween
E adesso?
Perché sapete che a me piace sperimentare, ma mi piace ancora di più quando da una prova nasce qualcosa da utilizzare davvero. Così ho preso i miei pannellini colorati e ho cominciato a immaginare come trasformarli.
Con fustelle, timbri e scritte della Clè — utilizzando anche alcuni elementi del Calendario dello Spavento 2026 — sono nate card e tag autunnali con un piccolo tocco spooky
Ed è questa la parte che mi diverte di più: si parte da un cartoncino bianco e da qualche macchia di colore, si prova, si osserva, si aggiunge un dettaglio. E alla fine ci si ritrova tra le mani un progetto che, all’inizio, non avevamo neppure immaginato.
Prima prova promossa a pieni voti!
Seconda prova: una confezione di crackers e un esperimento decisamente più movimentato
La seconda idea l’ho trovata sul web: una creativa utilizzava l’interno metallizzato di una confezione di patatine per ottenere una superficie colorata e tridimensionale.
Io non avevo un sacchetto di patatine, però avevo appena finito un pacco di crackers Gran Pavesi e quindi, naturalmente, mi sono detta: «Perché non provare?»
Ho recuperato la parte interna argentata della confezione e ho cominciato a sperimentare con gli alcohol inks.
Quando il risultato non assomiglia per niente a quello che avevamo immaginato
La tecnica che avevo visto prevedeva di distribuire gli inchiostri sulla superficie metallizzata, lasciarli asciugare e ottenere successivamente, attraverso una lavorazione a caldo, una texture irregolare e tridimensionale. L’effetto che volevo raggiungere era davvero particolare: una specie di superficie argentata con tante piccole bolle in rilievo, quasi una pelle di coccodrillo.
Peccato che il mio risultato non fosse proprio quello! La prima prova è rimasta piuttosto piatta e raggrinzita, non esattamente la meraviglia tridimensionale che avevo in mente. Ho confrontato il risultato con una successiva prova di texture, molto più vicina all’effetto che cercavo.
Qui apro una parentesi importante: questo esperimento prevedeva il riscaldamento di un imballaggio plastico, dopo l’utilizzo di prodotti a base alcolica. Non è una lavorazione che vi consiglio di riprodurre a casa, perché il calore può deformare o degradare la plastica e generare fumi indesiderati. Gli inchiostri e i solventi alcolici, inoltre, sono infiammabili.
Ve lo racconto come parte delle mie prove creative, non come una tecnica da seguire passo passo…e adesso arriva la parte che mi piace di più.
La tacconata che ha salvato il progetto
A questo punto avevo una bella superficie argentata e tridimensionale, ma senza colore e non avevo un altro foglio già colorato e pronto da utilizzare.
Che fare? Buttare tutto? Ma neanche per sogno! Ho deciso di invertire l’ordine delle cose. Invece di partire dal colore per ottenere la texture, ho preso il foglio argentato già lavorato e l’ho decorato successivamente con gli alcohol inks, senza ulteriori passaggi a caldo.
E sapete una cosa? Ha funzionato!
Non era esattamente il procedimento che avevo immaginato all’inizio, ma il risultato finale mi piaceva e soprattutto ero riuscita a trasformare un esperimento poco convincente in qualcosa di utilizzabile. Insomma, una bella tacconata in calcio d’angolo!
Perché nel mixed media capita anche questo: partiamo con un’idea precisissima, poi il materiale decide di non collaborare e noi dobbiamo trovare un’altra strada.
Due esperimenti, una lezione: provare vale sempre la pena
Alla fine, mi sono ritrovata con due risultati completamente diversi. Il primo, sul cartoncino 25BIS_BASIC preparato con gesso trasparente, è quello che mi ha convinta di più. Mi ha permesso di creare sfondi coloratissimi da trasformare in card e tag, senza utilizzare necessariamente la carta Yupo.
Il secondo è stato un esperimento molto meno prevedibile, che mi ha ricordato quanto sia importante conoscere i materiali e capire anche quando una tecnica non è adatta a essere riprodotta senza precauzioni specifiche. Ma mi ha lasciato anche una soddisfazione: essere riuscita a recuperare creativamente una prova che non era andata come speravo.
E, in fondo, non è proprio questo il bello del mixed media? Sperimentare, osservare, cambiare idea e trovare una nuova possibilità anche quando qualcosa va storto.
Volete vedere tutte le prove?
Nel video completo vi mostro i risultati dei miei esperimenti, i pannellini colorati, il tentativo meno riuscito e il modo in cui ho recuperato il progetto: https://youtu.be/Q9uL8fxoteQ
E se volete scoprire i materiali utilizzati per la prima tecnica, li trovate qui: https://www.ilnegoziodellamammadicle.com/prodotto/i-tutorial-di-mariela-cadenillas-alcohol-inks/
Adesso però sono curiosa: avete mai provato gli alcohol inks su un supporto diverso dal solito?
E quale dei due risultati vi incuriosisce di più? Raccontatemelo nei commenti: buon divertimento e buon mixed media!
Get ready to have fun
Get messy
Get your hands stained
And craft your heart out 💙














3 risposte
Mariela i tuoi tutorial sono entusiasmanti! Che meraviglia! Ti prego ti prego ti prego ci fai un corso in presenza dalla Cle? Ora le scrivo perché ne abbiamo sul serio bisogno!!!
Ciao rogi78, grazie di cuore per le tue parole 🫶 sono felicissima che i tutorial ti piacciano.
Un corso in presenza non si sa mai ☺️ ma intanto se hai suggerimenti per nuovi argomenti da sviluppare qui sul blog scrivimeli pure che li facciamo volentieri! 😘
Secondo me la parola che può raccontare i tuoi esperimenti è “magia”. Rimango incantato dai tuoi esperimenti creativi.