Una recensione di Cristina, che i prodotti li prova davvero prima di raccontarveli.
Uno sverniciatore che ha circa trent’anni, un attrezzo color Tiffany dal nome impegnativo e un piccolo phon che ogni tanto si mette in mezzo. No, non è l’inizio di una barzelletta, sono i protagonisti della mia nuova prova!
Questa volta ho deciso di confrontare tre strumenti per l’embossing a caldo: il mio vecchio sverniciatore Valex TX 1600, Nerone del Negozio della Mamma di Clè e il Ranger Heat It Craft Tool.
Volevo capire quanto cambiassero i tempi di lavorazione, il risultato finale e, soprattutto, la comodità d’uso. Insomma, li ho messi al lavoro tutti e tre.
Come ho organizzato la prova
Per cercare di rendere il confronto il più possibile omogeneo, ho preparato due campioni per ogni strumento, utilizzando sempre:
- Cartoncino da 200 g.
- Una polvere da embossing perlata, mediamente sottile.
- Una distanza di lavoro più o meno simile.
- Lo stesso tipo di procedimento.
Ho osservato il tempo necessario a completare l’embossatura, il comportamento della polvere, la rumorosità e la praticità dei diversi attrezzi.
Naturalmente non si tratta di un test di laboratorio: sono prove pratiche, realizzate nel mio spazio creativo, per capire quale strumento risponde meglio alle mie esigenze: ecco che cosa è successo.
Valex TX 1600: lo sverniciatore che non vuole andare in pensione
640 g | Due regolazioni | Prezzo indicativo attuale: circa 25 €
Cominciamo dal veterano! Il mio Valex TX 1600 l’ho comprato circa trent’anni fa, quando restauravo mobili. Poi gli ho trovato una seconda occupazione nello scrapbooking, anche se negli ultimi anni ha lavorato pochino. Diciamo che si sta godendo una meritata semipensione.
Ha la classica forma a pistola, con il manico separato dal corpo e il becco metallico. L’impugnatura è comoda, ma i suoi 640 grammi si fanno sentire. Dispone di due regolazioni di potenza, ma per embossare utilizzo soltanto la prima: la seconda è decisamente troppo potente.
Come si è comportato?
Partendo da freddo, ha completato il primo campione in circa 25 secondi. Poi l’ho spento e appoggiato, giusto il tempo di prendere il secondo campione. Alla riaccensione sono bastati circa 20 secondi. La polvere è rimasta al suo posto e il rumore, alla prima regolazione, è medio. Fin qui, niente male per un pensionato!
Comodità e limiti
Non ha un supporto dedicato, ma appoggiandolo sul fianco il becco metallico rimane sollevato dal piano. Attenzione, però: il metallo resta scoperto e, quando è caldo, il rischio di scottarsi è concreto. Inoltre, sul tavolo occupa parecchio spazio e non è particolarmente maneggevole. Per quanto riguarda il prezzo, vista l’età del mio esemplare, dovrei dedicarmi a un po’ di archeologia degli scontrini. Come riferimento considererei circa 25 euro per uno sverniciatore attuale di fascia media, senza pretendere che abbia necessariamente le stesse caratteristiche del mio.
Il mio giudizio: veloce ed efficace nelle prove, ma pesante e ingombrante. Per qualche embossatura occasionale può ancora fare il suo lavoro, soprattutto se lo possedete già.
Nerone: il piccolo Tiffany che sa il fatto suo
180 g | Due velocità | Prezzo: 29,50 €
Passiamo a Nerone del Negozio della Mamma di Clè. Intanto diciamolo: è proprio carino! Ha il caratteristico color Tiffany del brand e un nome che, per uno strumento che scalda, mi sembra decisamente azzeccato. Il corpo è allungato e si impugna un po’ come un grosso pennarello.
Pesa soltanto 180 grammi, quindi è il più leggero dei tre strumenti che ho provato. Il pulsante si aziona comodamente con una mano sola e il piccolo supporto permette di appoggiarlo tra una lavorazione e l’altra. Sono dettagli che si apprezzano subito, soprattutto quando nell’altra mano abbiamo già il campione da embossare.
Come si è comportato?
Nerone dispone di due velocità: alla prima velocità, partendo da freddo, ha impiegato circa un minuto e mezzo per completare il campione. Per il secondo sono passata alla seconda velocità e il tempo si è ridotto a circa 30 secondi. Una differenza notevole!
Alla prima velocità il rumore è medio, mentre alla seconda si fa decisamente sentire. Il getto d’aria aumenta leggermente, ma durante la prova non ha soffiato via la polvere.
La precisione è il suo punto forte
Una caratteristica che ho apprezzato particolarmente è la bocca stretta. Se ci accorgiamo di aver lasciato un pezzettino di polvere non completamente sciolto, possiamo dirigere il calore proprio in quel punto, seguendo con precisione la fusione.
La bocca ha anche una copertura in plastica che riduce il rischio di contatto accidentale con il metallo caldo. Naturalmente resta uno strumento che produce calore e va maneggiato con attenzione, ma questa protezione aggiuntiva è utile. Insomma, a dispetto del nome, Nerone cerca anche di non farci scottare!
Il mio giudizio: leggero, pratico e preciso. Per lavorare con regolarità e soprattutto per realizzare più embossature consecutive, è quello che mi ha convinta maggiormente.
Ranger Heat It Craft Tool: il piccolo phon del mixed media
210 g | Una velocità | Prezzo: 33,50 €
Il Ranger Heat It Craft Tool ricorda un piccolo phon da viaggio. Ha un corpo compatto e arrotondato, si tiene comodamente in mano e pesa 210 grammi. Ranger lo presenta come uno strumento per sciogliere le polveri da embossing, progettato puntando su rapidità, silenziosità e praticità. Può essere utilizzato anche per asciugare o fissare a caldo gli inchiostri, caratteristica interessante per chi lavora con Distress e tecniche mixed media.
Come si è comportato?
Ha una sola velocità. Partendo da freddo, ha completato il primo campione in circa 35 secondi. Per il secondo ne sono serviti circa 30. Tempi decisamente buoni. Ma ci sono alcuni aspetti che, personalmente, ho trovato meno comodi.
Quella levetta proprio non mi convince
Con l’interruttore non siamo diventati amici: è una levetta a scatto posizionata sul retro che faccio un po’ fatica a spostare con il pollice, usando una mano sola. Ogni tanto sembra impuntarsi e il movimento non è immediato. Anche la bocca piuttosto larga, per il mio modo di lavorare, è poco pratica. Tende a coprire una parte del soggetto, rendendo meno agevole osservare la polvere mentre fonde. Insomma, il piccolo phon ogni tanto si mette in mezzo!
Sul secondo campione, inoltre, la polvere si è un po’ “spanciata”, allargandosi e perdendo definizione. È un risultato che ho osservato in questa prova, non necessariamente un comportamento che si presenta sempre.
Dove lo utilizzerei?
Pur essendo uno strumento pensato anche per l’embossing, per come lavoro io lo trovo più comodo per asciugare la carta tra un passaggio e l’altro, soprattutto quando utilizzo i Distress o realizzo progetti mixed media.
Il mio giudizio: rapido e leggero, ma meno preciso di Nerone nei piccoli interventi. Lo vedo particolarmente bene come alleato nelle lavorazioni con inchiostri e colori.
Il confronto: tutti i risultati a colpo d’occhio
| Caratteristica | Valex TX 1600 | Nerone | Ranger Heat It |
| Peso | 640 g | 180 g | 210 g |
| Regolazioni | 2 | 2 | 1 |
| Prima prova da freddo | 25 sec | 90 sec (vel. 1) | 35 sec |
| Seconda prova | 20 sec | 30 sec (vel. 2) | 30 sec |
| Rumorosità | Media alla prima regolazione | Media alla prima, elevata alla seconda | Bassa |
| Precisione nei ritocchi | Limitata | Buona | Limitata |
| Comodità d’impugnatura | Buona, ma pesante | Molto buona | Buona |
| Appoggio e protezioni | Becco scoperto, senza supporto dedicato | Supporto e copertura della bocca | Interamente in plastica |
| Prezzo di riferimento | Circa 25 €* | 29,50 € | 33,50 € |
Il prezzo del Valex è un riferimento indicativo per uno sverniciatore attuale di fascia media, non il prezzo storico del modello utilizzato.
Una precisazione sui tempi: i valori non costituiscono una classifica assoluta delle prestazioni. Nel caso di Nerone, per esempio, il primo e il secondo campione sono stati realizzati a velocità diverse. Inoltre, ogni strumento può rispondere diversamente a seconda della polvere, del supporto e delle condizioni di lavoro.
E il cartoncino? Si è imbarcato?
Su questo punto non ho osservato differenze particolari. Con tutti e tre gli strumenti il cartoncino da 200 grammi si è leggermente imbarcato durante il riscaldamento, per poi tornare praticamente alla forma iniziale quando ho allontanato la fonte di calore.
Una cosa, però, vale per tutti: mentre si embossa, niente distrazioni! Bisogna seguire la fusione della polvere e controllare continuamente dove si dirige il calore, soprattutto quando si torna su una piccola zona rimasta incompleta, perché si rischia di scaldare troppo anche le parti già embossate.
Quale sceglierei per fare embossing a caldo?
Nelle mie prove lo sverniciatore è stato il più rapido: alla prima regolazione è risultato anche meno rumoroso di Nerone alla seconda velocità, con cui ho ottenuto tempi più vicini.
Ma la velocità non è tutto: finora ho utilizzato lo sverniciatore soprattutto perché lo possedevo già e non ho mai realizzato lavori in serie. Per qualche embossatura occasionale, peso e ingombro non sono stati un grande problema. Se dovessi però affrontare anche soltanto una piccola produzione in serie, sceglierei Nerone.
Prendere, utilizzare e appoggiare ripetutamente uno strumento da 640 grammi diventerebbe un limite concreto, senza contare lo spazio occupato sul tavolo. Qualche secondo in più per sciogliere la polvere lo aspetterei volentieri, facendo un favore sia al polso sia allo spazio di lavoro e nei piccoli ritocchi la sua bocca stretta mi ha convinta.
Se invece realizzassi molti lavori con sovrapposizioni di inchiostri e colori, oppure progetti mixed media, prenderei in considerazione anche il Ranger Heat It per le asciugature tra un passaggio e l’altro. Quanto allo sverniciatore, lo lascerei preferibilmente al lavoro per cui è nato, oppure a chi, come me, lo possiede già e ne conosce bene il comportamento. È importante ricordare che gli sverniciatori non sono progettati specificamente per l’embossing su carta e possono raggiungere temperature molto elevate.
La mia conclusione
Se dovessi acquistare oggi uno strumento dedicato principalmente all’embossing, la mia scelta sarebbe Nerone (che se volete potete trovare qui: https://www.ilnegoziodellamammadicle.com/prodotto/il-negozio-della-mamma-di-cle-nerone-lembosser-della-cle/.). Non perché sia il più veloce in assoluto, ma perché, nelle mie prove, ha offerto il compromesso migliore tra leggerezza, precisione e praticità. Il Ranger rimane un’interessante alternativa, soprattutto per chi alterna embossing e lavorazioni mixed media.
E il mio vecchio Valex? Be’, può ancora dare una mano. Ma direi che, dopo trent’anni di onorato servizio, ha anche diritto di godersi un po’ di semipensione!
Get ready to have fun
Get messy
Get your hands stained
And craft your heart out 💙

Una risposta
Grazie mille per tutte le spiegazioni dettagliate!!!