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Effetto verde patina: quando il bronzo incontra il tempo

Un tutorial di Mariela, che sperimenta sempre e i colori sono il suo linguaggio.

 

Un progetto dove il colore racconta l’ossidazione e il tempo diventa decorazione.

Quando il mixed media incontra il verde rame… succede una magia vintage

Ci sono effetti che hanno un fascino immediato. Di quelli che guardi e pensi: “Sembra vero.”

L’effetto verde patina, o verde rame, è sicuramente uno di questi.

Quel verde-azzurro polveroso che in natura nasce dall’ossidazione del rame, del bronzo e dell’ottone a contatto con l’aria e l’umidità. Le macchie che vediamo sui vecchi vasi, sulle statue antiche, sugli oggetti che il tempo non ha rovinato, ma reso ancora più affascinanti.

E se vi dicessi che possiamo ricreare lo stesso effetto sul nostro tavolo da lavoro?

Bastano pochi prodotti, un po’ di pazienza e tanta voglia di giocare con il colore.

Perché amare l’effetto patina nello scrapbooking?

Se l’effetto ruggine racconta un’anima industriale, l’effetto verde patina parla di eleganza, storia e tempo, è perfetto per dare ai nostri progetti un aspetto vintage, materico e leggermente misterioso. Lo adoro su pannelli decorativi, copertine di album, art journal, home decor e su tutti quei dettagli fustellati che vogliamo far sembrare davvero in metallo.

Il suo punto di forza?

Trasformare una superficie piatta in qualcosa che sembra avere decenni di storia, grazie al contrasto tra il bronzo caldo e il verde freddo dell’ossidazione.

Il progetto: una TAG effetto bronzo ossidato

Per questo progetto ho scelto una TAG grande in MDF (31 × 19 cm) della linea Crafty Shapes di Stamperia, una base perfetta per costruire texture e stratificazioni.

L’idea era ricreare proprio l’effetto di un vecchio bronzo che si è ossidato solo in alcuni punti, lasciando intravedere il metallo caldo sottostante.

Ho preparato la base con il primer e applicato la carta di riso con l’orologio della collezione Gardens of Time, tagliandola con il pennello bagnato per lasciare le fibre morbide e ottenere un’integrazione più naturale.

Successivamente ho steso un velo di Pasta Cracklé trasparente, così da creare le piccole crepe dove il colore avrebbe potuto depositarsi.

La parte più divertente: le prove colore

Prima di iniziare il progetto vero e proprio mi sono concessa un po’ di sperimentazione.

Ho utilizzato le stesse pitture Misty Paint di Stamperia:

  • Celadon
  • Tropic Ocean
  • Bronzite Metallic

…ma seguendo due strade completamente diverse.

Sul primo cartoncino sono partita dai blu e ho terminato con un dry brushing di bronzo, sul secondo ho fatto l’esatto contrario: prima il bronzo e poi i blu applicati con la spugnetta Art Stories. Quale risultato mi ha convinto di più? Senza dubbio il primo.

Per verificarlo ho fatto persino un confronto con un piccolo vaso in rame originale trovato su Vinted, già naturalmente ossidato all’interno.

È stato il miglior banco di prova possibile e mi ha confermato che il dry brushing finale restituisce un effetto molto naturale.

Il tocco finale: le cere fanno davvero la differenza

Una volta asciutta la base e completato il dry brushing con il Bronzite Metallic, sono passata alle tubature realizzate in Soft Clay.

Qui entrano in scena le Wax Patina.

Per prima cosa ho applicato una mano di gesso nero, utile per creare profondità e valorizzare le cere.

Successivamente ho steso la cera Antique Brass, sfiorando solo la superficie con il dito per far emergere esclusivamente i rilievi.

Infine è arrivata la Oxide Patina, applicata con un pennellino nelle giunture e poi sfumata con il dito.

È proprio lei a ricreare quel tipico effetto di ossidazione verde che rende il tutto così realistico.

Per antichizzare l’orologio ho utilizzato l’Antiquing Paste di Stamperia insieme alla Pasta Anticante di Tommy, mentre per l’ombreggiatura finale della tag ho scelto il Distress Oxide Vintage Patina.

  

 

 

Un piccolo consiglio della casa

Se volete provare questa tecnica, dimenticate la perfezione: la vera patina non è uniforme, è fatta di macchie, trasparenze, zone più intense e altre quasi consumate dal tempo.

Picchiettate il colore poco alla volta con la spugnetta.

Scaricate sempre bene il pennello sullo scottex prima del dry brushing.

E soprattutto… non preoccupatevi se non avete esattamente gli stessi prodotti.

Qui, a casa della Clè, la regola è sempre la stessa: parti da quello che hai e prova.

Fate qualche test su piccoli cartoncini da 300 g che poi potrete fustellare per i vostri progetti.

Io, ad esempio, ho utilizzato Dante e Beatrice, i pettirossi della Clè, e l’effetto finale è stato sorprendente.

 

Quando il colore diventa metallo

La soddisfazione più grande arriva alla fine, quando guardate il vostro progetto e, per un attimo, vi dimenticate che è carta.

Quando qualcuno lo osserva da vicino e vi chiede: “Ma… è davvero metallo?”

È in quel momento che capite che la patina ha fatto il suo lavoro.

Buon divertimento… e lasciate che sia il tempo, almeno quello creativo, a raccontare la sua storia. 💙

E voi? Fatemi vedere nei commenti come avete utilizzato l’effetto verde rame!

E se volete, seguendo questo link potete trovare i prodotti per realizzare questo effetto: https://www.ilnegoziodellamammadicle.com/prodotto/i-tutorial-di-mariela-effetto-patina/

E qui potete vedere nel video il tutorial per realizzare questo effetto: https://youtu.be/Qaki4x4EuCU

 

 

Get ready to have fun

Get messy

Get your hands stained

And craft your heart out 💙

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