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Ink Pad Tommy Art: la prova completa di Cristina

Una recensione di Cristina, che i prodotti li prova davvero prima di raccontarveli.

Ve li avevamo già presentati nelle nostre news creative. Questa volta, però, Cristina li ha messi alla prova per capire come si comportano davvero.

 

Una novità interessante nel mondo dello scrap: Tommy Art entra nel mondo dei tamponi di inchiostro con una prima gamma di colori pensata per diversi utilizzi e supporti.

Naturalmente, appena li ho avuti tra le mani, non potevo limitarmi a guardarli, dovevo provarli. E dopo circa due settimane di test posso finalmente raccontarvi come si sono comportati.

 

Partiamo dal packaging

La prima cosa che ho notato appena ricevuti è stata proprio la confezione. Niente plastica: il contenitore è in metallo, solido e piacevole da maneggiare. La chiusura è ben salda e il coperchio fa quel rassicurante click che ci conferma di averlo chiuso correttamente. Sul coperchio troviamo un’etichetta stampata in una tonalità piuttosto fedele a quella dell’inchiostro: un dettaglio molto utile quando abbiamo più pad sul tavolo e vogliamo individuare velocemente il colore che ci serve.

E poi c’è lei, la chicca da Vergine: l’etichetta laterale è già applicata! Un dettaglio minuscolo, forse, ma che racconta bene la cura con cui il prodotto è stato progettato. E, dettaglio tutt’altro che trascurabile quando cominciano a moltiplicarsi: le confezioni sono impilabili.

 

Che tipo di inchiostri sono?

Parliamo di inchiostri permanenti, non reattivi all’acqua, studiati per essere utilizzati in modi diversi. Una delle caratteristiche presentate da Tommy — che io personalmente non ho ancora testato — è la possibilità di utilizzarli anche su tessuti come stoffa, feltro e pile. Durante la live di presentazione Tommy ne ha mostrato l’utilizzo e la resistenza al lavaggio: una possibilità interessante che porta questi pad anche al di fuori del classico mondo dello scrapbooking.

Ma veniamo a quello che invece ho provato personalmente.

 

Sulla carta: timbrate, sfumature e stencil

Questi inchiostri sono stati studiati per ottenere sia timbrate sottili e dettagliate, sia immagini piene. Inoltre possono essere sfumati, quindi possiamo utilizzarli per creare sfondi oppure insieme agli stencil. Essendo permanenti e resistenti all’acqua, possono diventare una buona base quando vogliamo successivamente utilizzare tecniche ad acquerello. Con alcuni accorgimenti possono essere impiegati anche nei lavori che prevedono la colorazione con marker ad alcool.

Insomma, sulla carta promettono di essere davvero versatili. Ma sarà vero?

 

Due settimane di prove

Li ho utilizzati per circa due settimane e devo ammetterlo: mi hanno stupita. Fanno quello che promettono e lo fanno anche piuttosto bene. Ho provato timbri realizzati con materiali diversi e la resa è sempre stata molto buona; con alcuni ho ottenuto un risultato praticamente perfetto già alla prima timbrata. Per le scritte molto sottili ho trovato importante non premere eccessivamente il tampone sul timbro, in modo da evitare un eccesso di inchiostro. Con le timbrate piene, invece, possiamo giocare anche con l’intensità. Una sola timbrata lascia un risultato che personalmente trovo molto bello, leggermente grunge. Con due passate il colore diventa più uniforme. Con tre possiamo arrivare a una copertura molto intensa.

Ed è proprio questa possibilità di modulare il risultato che mi è piaciuta particolarmente.

 

Anche la carta vuole la sua parte

Come sempre, naturalmente, il tipo di carta fa la differenza. Con una carta spessa e liscia — io ho utilizzato anche grammature intorno ai 400 g/m² — le sfumature risultano più semplici da ottenere. Questo non significa che i pad non funzionino su carte più sottili o leggermente texturizzate. Funzionano. Semplicemente otteniamo effetti differenti, che possono essere altrettanto interessanti a seconda del progetto che abbiamo in mente.

 

Come si comportano nella sfumatura?

Per le mie prove ho utilizzato sia pennelli ovali di medie dimensioni sia pennelli più piccoli. Il mio consiglio è di scaricare leggermente il pennello prima di entrare sulla carta e procedere con movimenti rotatori dall’esterno verso l’interno. Una delle cose che mi ha maggiormente sorpresa è stata proprio la morbidezza della sfumatura. Il pennello scivola bene e, lavorando con una pressione delicata, si riesce a ottenere un colore leggero e graduale senza lasciare segni evidenti. Con passate successive possiamo poi aumentare progressivamente l’intensità.

A questo punto potrebbe venirvi spontanea una domanda. Tommy ama molto la colorazione ad acquerello: perché non realizzare allora dei tamponi a base d’acqua? Forse perché un prodotto Tommy Art con quella caratteristica esiste già: gli Ink Extreme. Ed è qui che arriva un’altra caratteristica interessante della nuova gamma. I pad hanno gli stessi nomi dei corrispondenti Ink Extreme e i colori sono stati sviluppati per lavorare in armonia tra loro. Non dobbiamo aspettarci necessariamente una perfetta identità di intensità: il pad può risultare talvolta più intenso o meno intenso rispetto allo spray. Ma le tonalità rimangono cromaticamente coordinate. Personalmente trovo questa caratteristica particolarmente interessante perché amo molto lavorare con composizioni monocromatiche.

 

Alcuni colori che mi hanno conquistata

Tra quelli che ho provato, il Nero è per me il re indiscusso quando voglio ottenere timbrate fini e definite. Il Grigio è bello saturo: perfetto quando cerchiamo un buon contrasto ma vogliamo un risultato meno deciso rispetto al nero. Argilla è elegante e delicato. E poi c’è Caffè, un marrone classico che vedo benissimo anche nei progetti più grunge, per esempio per scurire i bordi delle pagine. Ma naturalmente questi sono soltanto alcuni dei colori della prima uscita.

 

Guardiamoli davvero alla prova

Per ciascuno dei colori ho preparato una prova completa.

Nelle immagini che trovate qui sotto potrete vedere:

  • il confronto con il corrispondente Ink Extreme, con una e due passate;
  • la sfumatura realizzata con il pad;
  • una timbrata;
  • una scritta sottile;
  • un soggetto pieno con una, due e tre timbrate sovrapposte;
  • una prova con stencil sfumato.

In questo modo potete valutare non soltanto il colore, ma anche quanto può cambiare la sua resa a seconda di come decidiamo di utilizzarlo.

 

Il verdetto di Cristina

Dopo due settimane di utilizzo, per me sono promossi a pieni voti: mi piace maneggiare un tampone così solido, trovo la confezione bella e curata e soprattutto apprezzo la quantità di utilizzi diversi che offre. La prima gamma comprende un vero piccolo arcobaleno accompagnato da alcuni neutri molto furbi, sufficiente per ottenere già una notevole varietà di risultati.

Eppure…io spero che ne arrivino presto altri. Perché temo che tutti i miei Ink Extreme rimasti ancora “soli” possano cominciare a diventare gelosi.

E voi li avete provati? Quali colori preferite? Scrivetemelo nei commenti.

 

Get ready to have fun

Get messy

Get your hands stained

And craft your heart out 💙

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